| Wind Design |
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Vettura "storica" del team, creata appositamente per essere selezionata dalla giuria della Shell come veicolo che prendesse parte alla Shell Eco Marathon. Il concetto alla base di Wind Design è essenziale quanto funzionale: avere una vettura a basso consumo, basso impatto ambientale ma che risulti bella ed accattivante. Realizzare un veicolo con queste caratteristiche fin da subito si pone come un sfida difficile, dato che le esigenze imposte dall'ottimizzazione aerodinamica impongono forme "standard" e soprattutto non consentiono di liberare in pieno la fantasia creativa dello stile. Davanti ad un simile bivio ogni costruttore deve scegliere se creare una forma bella e senza vincoli per poi farla rientrare nelle specifiche di progetto oppure se partire da un "modelo ideale" formulato al fem e solo successivamente cercare la vera forma dell'autoveicolo. La scelta del team è quella di lavorare in parallelo ottimizzando tempi e costi e cercando dapprima una forma "generale" da dare a Wind Design correggendo al fem i difetti riscontrati nella modellazione. Il risultato si rivela alquanto soddisfacente, la dinamica del mezzo richiede di allargare molto la carreggiata posteriore per bilanciare la destabilizzazione creata dal monoruota anteriore il quale, ottimale in termini di ingr Finita la fase di sviluppo della dinamica, della telaistica e dell'analisi agli elementi finiti si passa alla ciclistica e all'installazione del più piccolo e parsimonioso motore a ciclo otto esistente in commercio, firmato Honda e recante l'acronimo di GX-35 dove le due cifre indicano la cubatura in centimetri cubi del propulsore. Il particolare compromesso tra potenza specifica (360 W/Kg) e consumo (360 g/KWh), con l'opportuna scelta per una variazione continua e la minimizzazione delle perdite alla ruota dovute al passaggio tra organi me ccanici di riduzione, portano il GX 35 ad essere presto l'alleato più fedele per il veicolo da portare in pista al Nogaro. Wind Design sbarca in terra francese (precisamente nell'Armagnac) nel Maggio 2006 e la competizione aggiudica un ottimo risultato stimato di percorrenza pari a solo mezzo litro per 100 Km, ossia 5ml di carburante al chilometro. La commissione Design Award, incaricata dalla Shell di visionare la vettura al fine di prenderla in considerazione come vincitrice del premio per il miglior Design rimane colpita e s'intrattiene a lungo con il team per comprendere a pieno le scelte costruttive e definire a fondo un concetto di vettura totalmente nuovo,
in grado di rivoluzionare l'ideale di prototipo a basso impatto ambientale che era radicata da 50 anni di gare e nessuno aveva avuto il coraggio di rivedere.
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esso nel flusso fluido, rende però molto accentuati tutti i fenomeni relativi al trasferimento carico. L'accento viene quindi posto sulla forma delle ali responsabili del carenamento degli pneumatici posteriori: l'idea iniziale era quella di avere portanza nulla, ossia essere "invisibili" al fluido che scorre sulle ali, ma in fase di realizzazione si decide di modellare l'ala per portare in portanza il veicolo. Questo fenomeno, se opportunamente controllato, favorisce la dinamica d'inserimento in curva nonostante si debbano regolare i parametri in modo tale per cui la vettura non risulti eccessivamente scarica: ciò comporterebbe un chattering eccessivo, l'ingresso in frequenza propria dello pneumatico e la conseguente perdita di aderenza del veicolo.











